teatro

I testi, ora monologhi, ora per più attori, variano dal comico al drammatico.

I primi nascono per lo più dalla collaborazione con Stefano Bicocchi, in arte Vito, mentre i secondi da un’urgenza personale. In entrambi i casi, declinano temi a me cari.

 

Se sei interessato a metterli in scena o ad avviare una collaborazione partendo da una tua idea originale, puoi contattarmi all’indirizzo info@enricosacca.com

Il bar al portico – monologo per attore

Debutto: 15 aprile 2016 presso il teatro comunale «Laura Betti», Casalecchio di Reno (BO)

Interpretato da Vito

Sinossi:«Chi lascia la via Emilia e si infila nel dedalo di viuzze della “bassa”, gira che ti rigira prima o poi incapperà nell’istituzione locale per eccellenza: il bar! È lì che puoi trovare un’umanità variegata ancora capace di discutere di politica (tutti ladri), parlar di donne (quelle “gnocche”), ricordare i tempi andati (sempre belli), millantare avventure (chiaramente inventate) e prendersi ininterrottamente in giro (per poi arrivare alle mani). Perché mai? Semplice, perché il bar non è un locale ma una seconda casa; anzi, una vera e propria patria d’elezione. Tu lascia perdere le indicazioni e le insegne: appena vedi un portico, infilati là sotto… Vedrai che lo troverai!»

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Album di famigliamonologo per attore

Debutto: 06 febbraio 2015 presso il teatro «Dehon», Bologna

Interpretato da Vito

Produzione: Infinito Srl & Pierfrancesco Pisani.

Regia:  Silvio Peroni

Sinossi:«Sarà capitato anche a voi di ritrovare un vecchio album fotografico di famiglia e di non resistere alla tentazione di sfogliarlo. Quei ritratti ingialliti, quelle persone con volti, pose e abbigliamenti dei tempi andati ci riportano d’un colpo alla memoria un’epoca che fu, facendoci riaffiorare ricordi e aneddoti che pensavamo di aver dimenticato. E così, questa calca di parenti in posa finisce per raccontarci di un’Emilia novecentesca e contadina, ancora divisa tra DC e PCI, tra feste comandate e di partito, tra miseria di tutti i giorni e abbondanza dei dì di festa, strappandoci molte risate e, ogni tanto, anche qualche lacrima»

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Croce & Martellomonologo per attore

Altri monologhi di Francesco Freirye, Maurizio Garuti, Aldo Gianolio e Andrea Cosentino.

Debutto: 29 agosto 2012 presso il «Museo della Carta», Toscolano Maderno (BS)

Interpretato da Vito & Andrea Cosentino

Regia Silvio Peroni

Produzione: Pierfrancesco Pisani in collaborazione con Infinito Srl

Sinossi:  «Questo spettacolo è una sorta di “reportage a filiera corta” interpretato da due testimoni d’eccezione: l’emiliano Vito e il viterbese Andrea Cosentino. Alternandosi in scena, i due inscenano una carrellata di personaggi bizzarri che tra politica, religione e mondo del lavoro, danno vita a uno “spaccato socioeconomico” della seconda metà del ‘900. Ciò che ne esce è un resoconto sul passato che tale non sembra, tanto risulta attuale nei suoi temi! Insomma, uno spettacolo per divertirsi, per riflettere e, perché no, per pensare»

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Pierino e il Lupo… e la sua vera storiamonologo per attore

Riscrittura dell’omonimo testo di Sergei S. Prokofiev

Debutto: 26 ottobre 2012 presso il teatro De Andrè, Casalgrande (RE)

Interpretato da Vito

con l’accompagnamento musicale dal vivo dell’Ensemble Nino Rota

Regia: Silvio Peroni

Sinossi: «Commissionata dal Teatro Centrale dei Bambini di Mosca per avvicinare i più giovani alla musica, la favola di “Pierino e il Lupo” venne scritta da Prokofiev nel 1936. La storia, semplice e godibile, narra di un ragazzo di nome Pierino che grazie all’aiuto di un uccellino suo amico riesce a catturare un famelico lupo. Ma c’è anche un’altra versione, sicuramente più verace, che ridà nuova vita e nuovi natali alla fiaba, ambientandola nella “bassa” emiliana e raccontando, in tono comico, di un Pierino un po’ diverso alle prese con un altro, temibilissimo animale feroce: il “Grande Porco”…»

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INEDITI:

 

L’Incantotesto per due attori, un’attrice e due voci maschili

Testo non ancora allestito

Sinossi: «Giorgio Nummo ha un bel ristorante, un sacco di debiti e dei creditori che hanno proceduto per vie legali. Ora il mobilio, l’arredo, le attrezzature stesse del suo amato locale, ossia tutto ciò che gli era stato pignorato, sta venendo portato via, proprio sotto i suoi occhi. Ed è nel bel mezzo di questo atroce via vai di facchini che Giorgio, disperato, tenta un’ultima, folle carta: tramortire l’ufficiale giudiziario e asserragliarsi con lui nel ristorante. Peccato che nella concitazione del momento, Nummo si dimentichi di Luce, la sua fidanzata, impegnata a svuotare il magazzino del locale! Ora ha un sequestro a tre improvvisato da gestire, mentre la Polizia già bussa alla porta…»

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Il Quadrotesto per tre attori e un’attrice

Finalista al Premio di drammaturgia DCQ – Giulio Gennaio - VI edizione

Testo non ancora allestito

Sinossi:«Cosa rimane a Samuele, fresco di separazione? Un nuovo appartamento vuoto e un’infinità di scatoloni da aprire… Schiacciato dai ricordi, Samuele si nasconde in questo non luogo, sottraendosi a qualsiasi contatto col mondo esterno. Solo Simone e Pietro si ostinano a fargli visita, costringendolo ad affrontare per lo meno il quotidiano. Quando Maria, la dirimpettaia, irromperà nella sua vita e forse nel suo cuore, i piani del presente e del passato cominceranno a mescolarsi nella testa di Samuele, costringendolo a fare i conti non solo coi suoi fantasmi ma anche, e finalmente, con se stesso.»

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Dènsing – ballando per baleremonologo per attore e/o musical per compagnia teatrale

Testo non ancora allestito

Sinossi: « “Dènsing” è una commedia brillante a passo di valzer, un’indagine-mazurka sul mondo delle balere, una sfilata-polka dei suoi personaggi più rappresentativi: il ballerino professionale e il latin lover professionista, la vamp “bella & impossibile” e la compagnona da balli di gruppo, il gestore ambizioso e il barista disincantato. Al centro di tutto, però, c’è sempre lei, la balera, vera protagonista delle pièce. La vediamo nelle sue mille evoluzioni che dal secondo dopo guerra ad oggi l’hanno contraddistinta: da ritrovo di campagna a piccola sala da ballo cittadina, da locale di tendenza per pochi a “divertificio multi-pista” di massa. Il tutto sulle note cadenzate del liscio, da pronunciarsi rigorosamente con una doppia “esse” pesante.»

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Perché no?monologo per attrice

Finalista al premio PLATEA per la nuova drammaturgia, I edizione

Testo non ancora allestito

Sinossi: «Una donna ha deciso di farla finita, per questo ha riempito la vasca da bagno di acqua, ci è entrata dentro, ha preso un phon e l’ha acceso. In quel preciso momento, però, la luce è saltata. Presa alla sprovvista, costretta a fronteggiare un supplemento di tempo che non aveva messo in conto di avere, la donna mette in fila le tappe della propria vita, analizzando, forse per la prima volta, quel concorso di scelte che l’ha portata fin lì, sull’orlo del baratro. E man mano che il flusso di coscienza la travolge, si fa strada in lei il sospetto di non aver fatto realmente ciò che voleva, quanto piuttosto ciò che pensava di dover fare…»

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Ho scritto Tavor sulla sabbiamonologo per attore

Testo non ancora allestito

Sinossi: « “Meglio soli che male accompagnati”, no? No! Soprattutto se si è male accompagnati anche quando si è da soli... Lo sa bene Nicola, che vorrebbe tanto uscire di casa, se non fosse che ha paura di sbagliare qualsiasi mossa e, di conseguenza, passa il suo tempo a immaginare il da farsi senza riuscire a far nulla. Per sua fortuna, però, oggi è un giorno speciale. Oggi è il giorno in cui riceverà una visita inattesa. Nicola, oggi, incontrerà niente meno che il “Grande Tavor”, il dio dei nevrotici, emanazione diretta dell’antidepressivo di cui è “leggermente” dipendente… Sarà un’epifania salvifica o l’inizio dello sprofondo?»

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Fedemonologo per attore

Testo non ancora allestito

Sinossi: «Federico è un ragazzo pratico, senza grilli per la testa: è romano e romanista, e questo gli basta. O meglio, gli basterebbe se non fosse per quel problema economico che assilla i suoi cari. O forse sono i suoi stessi familiari a complicargli la vita, ciascuno con le proprie convinzioni, le proprie pretese, le proprie intrusioni nel suo privato. Fortuna che lui ha una «fede» che lo aiuta…»

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